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Alla scoperta della Napoli Extra-Moenia

(2 Valutazioni)
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19 Ottobre 2021

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3 Ore
Disponibile: Sempre
Porta San Gennaro (Napoli)
Cimitero Fontanelle (Napoli)
Min Età: 11+
Max Persone: 40
Dettagli del Tour

Un itinerario non convenzionale alla scoperta della Napoli Extra-Moenia, da Porta S. Gennaro al Cimitero delle Fontanelle, tra storia, riti e sapori

Partendo dalla più antica porta della città, ci addentreremo nei meandri della Napoli autentica, al di là dei circuiti del turismo di massa che caratterizzano il Centro Storico

Il tour comincerà da Porta S. Gennaro, a seguire percorreremo il “Borgo Vergini”, con il coloratissimo mercato ed i palazzi storici progettati da Ferdinando Sanfelice.

Dopo una breve sosta caffè, attraverseremo il Rione Sanità, uno degli scorci più significativi della città. A seguire, imboccando la famosa via Fontanelle, visiteremo uno degli antichi Pozzi Seicenteschi che rifornivano di acqua l’intero distretto ricco di fonti sotterranee (da cui il nome Fontanelle).

A concludere visita al famoso “Cimitero delle Fontanelle”, collocato in una delle antiche cave di tufo presenti nella zona (oggi adibite agli usi più svariati) e noto per le così dette “Capuzzelle”, resti di defunti senza nome che, fino agli anni ’60 sono state oggetto di un culto molto diffuso in città, “Le Anime Pezzentelle”.

Luogo di Partenza e di Arrivo

Porta San Gennaro (Napoli) (Google Map)

Orario di Partenza

10.30 il Tour termina dopo circa 3 ore

Servizi Inclusi

  • Air fares
  • 3 Nights Hotel Accomodation
  • Tour Guide
  • Entrance Fees
  • All transportation in destination location

Servizi Esclusi

  • Guide Service Fee
  • Driver Service Fee
  • Any Private Expenses
  • Room Service Fees

Equipaggiamento Richiesto

  • Vestiario comodo
Esperienza

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Itinerario

PartenzaPorta San Gennaro

Porta San Gennaro è la più antica porta della città di Napoli, menzionata già in documenti risalenti all’anno 928, quando era dilagata la paura dei Saraceni che avevano già distrutto la città di Taranto.

Era l’unico punto di accesso per chi proveniva dalla parte settentrionale della città. Il nome di Porta San Gennaro deriva dal fatto che di qui partiva anche l’unica strada che portava alle catacombe dell’omonimo santo.

Borgo Vergini

Nell’antichità questa zona, situata appena fuori la cinta muraria greca (parte dell’ attuale via Foria), fu adibita come luogo di sepoltura, dato che qui fu costruita la necropoli della Neapolis greca, fin dal IV-III secolo a.C. come mostrano le testimonianze archeologiche.

Rione Sanità

Il rione Sanità è uno dei rioni di Napoli, facente parte della Municipalità 3 Stella-San Carlo all’Arena.
Corrisponde ad un’area ubicata a nord delle mura vicereali di Napoli e precisamente a Nord del Borgo dei Vergini fino alle falde della collina di Capodimonte. Precisamente inizia da piazza Vergini e comprende la zona di Via Sanità, Piazza Sanità, fino alla zona dell’Ospedale San Gennaro detto dei Poveri.

Il rione Sanità fu edificato alla fine del XVI secolo in un vallone utilizzato sin dall’epoca greco-romana come luogo di sepoltura. In questo rione sono sorti ipogei ellenistici e catacombe paleocristiane, come quelle di San Gennaro e San Gaudioso, stringendo una forte relazione tra uomo e morte che si è protratta nei secoli, dimostrata dal cimitero delle Fontanelle, adoperato per ospitare le vittime della grande peste del 1656.

Già nel XV secolo era situato tra le amene campagne su cui oggi sorge il rione, presso la paleocristiana basilica di San Gennaro fuori le mura e un monastero abbandonato, un lazzaretto per appestati, quello che sempre dopo la medesima infausta peste del ’56 fu ampliato e divenne l’attuale ospedale di San Gennaro dei Poveri.

Perché sia stato collocato qui un ospizio per ammorbati lo si può riscontrare dall’etimo della zona, riconducibile alla sua salubritas sia naturale che sovrannaturale, dal momento che era allora incontaminata e sede delle catacombe responsabili di miracolose guarigioni.

Inizialmente destinato ad accogliere importanti famiglie nobiliari e facoltosi borghesi della città (testimonianza di ciò, i maestosi palazzo Sanfelice a via Arena della Sanità e palazzo dello Spagnolo ai Vergini), col passare del tempo è diventata una delle zone più popolari di Napoli.

ArrivoCimitero delle Fontanelle

Il Cimitero delle Fontanelle è un antico cimitero della città di Napoli chiamato in questo modo per la presenza in passato di fonti d’acqua.
L’antico ossario si sviluppa per circa 3.000 m2 mentre le dimensioni della cavità sono stimate attorno ai 30.000 m3.

Storia

L’origine del Cimitero delle Fontanelle si fa risalire al XVI secolo ed è legata alla storia e soprattutto alle disgrazie del popolo napoletano.

Dalle colline della parte alta di Napoli ( oggi chiamate Colli Aminei) partivano quattro impluvi i quali nel corso degli anni hanno eroso i banchi tufacei portando giù a valle la cosiddetta “Lava dei Vergini”, colate di fango e detriti. Tale “lava delle vergini” per millenni ha eroso il vallone delle Fontanelle e della Sanità, creando le condizione ottimali per l’estrazione del tufo. La stessa strada Via Fontanelle costituisce il vecchio impluvio sulle sponde del quale sono dislocate numerose cave che fino al secolo scorzo hanno fornito mattoni di tufo per le costruzioni della città.

Prima del XVI secolo c’è l’uso di interrare i corpi dei defunti nelle chiese. Quando però non c’era più spazio in una chiesa veniva dato compito ai “salmatari” di disseppellire di notte i defunti più vecchi e stiparli in cave come quella delle Fontanelle.

Ma la data in cui la Cava delle Fontanelle diventa il Camposanto delle Fontanelle è il 1654 quando la pestilenza si abbatte sui Napoletani decimandoli. Per cui fu dato ordine di riaprire la cava delle Fontanelle e furono stipati 250.000 salme su una popolazione di 400.000 abitanti.
A questa disgrazia ne seguirono altre carestie, tre rivolte popolari e altrettanti terremoti, nonché cinque eruzioni del Vesuvio ed in ogni caso si utilizzò il Cimitero delle Fontanelle per accogliere le salme.

L’architetto Carlo Praus racconta che nel 1764, “epoca memoranda di una sterminatrice carestia”, il Cimitero delle Fontanelle fu destinato dal Comitato di Pubblica Sanità a seppellire le salme della bassa popolazione, che non trovavano posto nelle pubbliche sepolture delle chiese all’interno della Città. Ed ancora il Praus, a seguito dell’editto di Saint-Cloud del giugno 1804, presenta nel 1810 un progetto per la costruzione di un vasto camposanto mediante l’ampliamento dell’antica necropoli delle Fontanelle.

Nel 1837, per provvedimento del Consiglio Sanitario, in seguito all’invasione del “colera morbu”, furono portati in questo cimitero altre salme.
Nello stesso anno, poiché un’ordinanza bandì gli ossari da tutte le parrocchie e confraternite delle città e di trasferire le salme nell’Ossario delle Fontanelle, un gran numero di carri, scortati da confratelli e guardie, trasportarono in queste grotte cataste di resti mortali.

Il cimitero rimase abbandonato fino al 1872, quando Don Gaetano Barbati, con l’aiuto di popolane mise in ordine le ossa nello stato in cui ancora oggi si vedono e tutte anonime, ad eccezione di due scheletri: quello di Filippo Carafa Conte di Cerreto dei Duchi di Maddaloni, morto il 17 luglio 1797 e di Donna Margherita Petrucci nata Azzoni morta il 5 ottobre 1795; entrambi riposano in bare protetti da vetri.

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